Per le Pmi la cattiva burocrazia costa 57 miliardi l’anno - Nicolo Mardegan

Per le Pmi la cattiva burocrazia costa 57 miliardi l’anno

Per le Pmi la cattiva burocrazia costa 57 miliardi l’anno

La cattiva burocrazia costa alle PMI 57 miliardi l’anno. Secondo uno studio presentato qualche mese fa dall’Ufficio studi della CGIA, il costo annuo, sostenuto dalle aziende per la gestione dei rapporti con la Pubblica amministrazione, ammonta a 57 miliardi, pari a 3 punti di Pil. Nonostante l’impegno profuso e l’eccellenza raggiunta in molti dei suoi settori, la nostra PA continua quindi a registrare un debito commerciale nei confronti dei suoi fornitori di 53 miliardi, tra i più elevati d’Europa. Un andamento che rischia di compromettere sviluppo e investimenti e mettere in ginocchio il nostro sistema economico.
Nicolò Mardegan

La Pubblica Amministrazione, secondo l’Ufficio studi della CGIA, da risorsa sta diventando il vero problema del Paese. “Secondo uno studio presentato qualche mese fa – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – il costo annuo sostenuto dalle aziende per la gestione dei rapporti con la PA ammonta a 57 miliardi. Pari a 3 punti di Pil, questa spesa costituisce un freno allo sviluppo, agli investimenti e all’occupazione, penalizzando soprattutto le PMI”.
Nonostante l’impegno profuso in questi ultimi anni, la nostra PA continua a registrare un debito commerciale nei confronti dei propri fornitori di 53 miliardi. Una cifra che rimane tra le più elevate di tutta Europa. Dall’Ufficio studi della CGIA tengono comunque a precisare che sarebbe sbagliato non riconoscere anche i livelli di eccellenza che caratterizzano molti settori del nostro pubblico impiego, come, ad esempio, il servizio sanitario presente in molte regioni centro-settentrionali, il livello di insegnamento e di professionalità riscontrabile in molte scuole superiori/ Università/enti di ricerca e la qualità del lavoro effettuato dalle forze dell’ordine. Tuttavia, rimane un fatto; mediamente la nostra PA presenta livelli di efficienza abbondantemente insufficienti, soprattutto nel Mezzogiorno.

I risultati, elaborati dall’Ufficio studi CGIA sulla recente indagine campionaria condotta dall’Ocse, ribadiscono ancora una volta l’inadeguatezza, secondo gli italiani, di servizi pubblici essenziali indispensabili per il buon funzionamento del Paese: come la giustizia, la sanità, la scuola e la sicurezza.

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